Evidentemente il disastro di proporzioni apocalittiche che si è consumato in Louisiana non è stato sufficiente a convincere sulla facilità con cui si distruggono interi ecoambienti e si impiastricciano coste meravigliose.
La tristemente famosa compagnia petrolifera BP, trivellerà ora in Libia (a 600 Km dalla Sicilia, in pieno Mediterraneo). Questa è solo la prima delle cinque esplorazioni previste in un accordo da 900 milioni di dollari siglato con Tripoli. Tutti, ma proprio tutti, sanno che il Mediterraneo è una bacinella e un “incidente” avrebbe effetti devastanti per tutta l’area. Coste stupende baciate dalla storia e dalla mitologia non valgono un contratto milionario e non possono essere d’ostacolo a “privati” che in nome di uno sporco guadagno (è proprio il caso di usare questo aggettivo) mettono a rischio patrimoni archeologici e ambientali che appartengono all’umanità. A rischio sono anche l’economia (turismo per primo) e la credibilità di chi acconsente a simili nefandezze.
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Critica non celata ad una politica dai risultati disastrosi. Eppure il buon senso, l’onestà e l’avere a cuore i Cittadini d’Italia basterebbero per inaugurare una stagione di buon governo.